18/07/2017

Le aziende “sane e belle” si costruiscono

La felicità, il benessere ed il bellessere aziendale vanno costruiti partendo dalla progettazione di fondamenta strutturate, in funzione della popolazione aziendale presente e tenendo bene a mente il concetto che nessuna azione può essere percepita efficace e di valore se non rientra nel bacino di bisogni ed aspettative del soggetto che ne usufruisce.

Da Avallone e Paplomatas (ad Aloisio) proviamo a definire com’è  un’azienda “sana” e “bella”:

  • capace di porre obiettivi espliciti e chiari e mantenere un comportamento coerente tra enunciati e prassi operative

tutta la storia, i valori e i sentiment aziendali devono essere coerenti e finalizzati. Inoltre, più gli obiettivi strategici aziendali sono chiari a tutta la popolazione (certo non tutti devono sapere tutto di tutto), maggiore è l’orientamento e la consapevolezza del proprio ruolo

  • riconosce e valorizza le competenze e gli apporti dei dipendenti e libera nuove potenzialità

un’azienda che crede nei propri dipendenti spingendoli a sperimentare sè stessi in nuove situazioni è un’azienda destinata ad accrescere il suo valore intrinseco

  • ascolta i dipendenti

l’azienda propensa ad un ascolto ed una comunicazione a due vie permette continui confronti costruttivi in un clima di sospensione del giudizio

  • mette a disposizione informazioni pertinenti al lavoro

ci si sta sempre di più strutturando con nuovi strumenti di comunicazione interna orientata a continui scambi di informazioni e spazi di di discussione reali e/o virtuali 

  • stimola un ambiente relazionale franco, comunicativo, collaborativo

 la learning organization crede nell’errore come opportunità di sviluppo, nello scambio come valorizzazione dei diversi punti di vista, nella creatività come occasione di sintesi

  • assicura rapidità di decisione

laddove i processi decisionali fossero rallentati da prassi organizzative mal progettate, l’azienda sarà destinata non solo a perdere opportunità sul mercato, ma altresì ad una demotivazione interna “autoalimentante”

  • assicura equità di trattamento

la meritocrazia, il senso di giustizia, il senso di appartenenza vanno alimentati con politiche di valutazione delle performance che diano un senso agli apporti ed ai risultati perseguiti da ogni singolo individuo e dal team di riferimento

  • definisce i compiti dei singoli e del gruppo garantendone la sostenibilità

ogni sfida deve essere accompagnata dalla responsabilizzazione tanto dell’azienda quanto dei dipendenti. È necessario, quindi, chiarire e definire sin da subito strumenti, risorse e budget messe a disposizione nonché discutere il timing

  • è aperta all’ambiente esterno e all’innovazione tecnologica e culturale

 un’azienda poco curiosa di tutto quello che succede fuori dalle sue mura non ha possibilità di resistere sul mercato

 

Quindi la domanda è: la vostra è un’azienda “bella”?