12/10/2017

Welfare Aziendale: perchè si?

Se ne parla tanto e ciclicamente torna in auge.

Di che si tratta? Sostanzialmente il Welfare Aziendale si traduce in tutti quegli strumenti finalizzati a sostenere il reddito dei dipendenti e migliorarne la vita privata e lavorativa.

Cos’è successo recentemente

Dal 2016, grazie al Dm 25 marzo del 2016, è “tornato di moda” perché non solo, come è sempre avvenuto, tutta una serie di prodotti/servizi possono essere detassati, ma per la prima volta in Italia questi strumenti di Welfare possono essere legati ai sistemi premianti (previa costruzione di un piano di Welfare Aziendale da presentare e far approvare alle parti sindacali presenti in azienda o ad un ente bilaterale) legati ad un sistema di valutazione che tenga conto degli incrementi aziendali legati a:

  • Produttività
  • Redditività
  • Qualità
  • Efficienza
  • Innovazione

Nel 2017, la Legge di Bilancio 2017, ha tra le tante altre cose:

  • innalzato da a 50.000 a 80.000 euro il tetto massimo di reddito di lavoro dipendente previsto per l’accesso alla tassazione agevolata
  • aumentato gli importi dei premi erogabili:
    • da 2.000 a 3.000 euro, nella generalità dei casi
    • da 2.500 a 4.000 per le aziende che coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro

Strumenti possibili

Tutti gli strumenti individuati dalla legge e quelli creati dall’interpretazione (a volte molto creativa) dalle aziende, sostengono e non di poco la vita privata dei dipendenti. A voler citare solamente quelli legati alla parte economica:

  • servizi di trasporto collettivo
  • prestazioni con finalità di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale, assistenza sanitaria e di culto, servizi per l’infanzia in età prescolare, ludoteche e centri estivi e invernali, borse di studio, servizi per familiari anziani e non autosufficienti e ulteriori beni e servizi
  • contributi versati per la previdenza complementare oppure per l’assistenza sanitaria
  • non vanno assoggettate all’imposta sostitutiva le somme determinate secondo il valore normale di specifici benefit aziendali, fruiti per scelta del lavoratore in sostituzione dell’imposta sostitutiva sui premi in argomento
  • non concorrono a formare reddito di lavoro dipendente, né sono soggetti all’imposta sostitutiva del 10%:
    • contributi alle forme pensionistiche complementari
    • contributi di assistenza sanitaria versati a enti o casse aventi esclusivamente fini assistenziali
    • le azioni distribuite ai dipendenti a condizione che non siano riacquistate dalla società emittente o dal datore di lavoro o comunque cedute prima che siano trascorsi almeno tre anni dalla percezione, anche oltre il limite di esenzione pari a 2.065,83 euro

 

Vantaggi extra economici del Welfare

Al di là dei vantaggi economici, il Welfare Aziendale si è trasformato in un circolo virtuoso che da una parte offre:

  • benefit e servizi forniti dall’azienda ai propri dipendenti
  • risposte puntuali ai bisogni specifici delle persone
  • strumenti per migliorare vita privata e lavorativa
  • azioni finalizzate all’ottimizzazione dei risultati d’impresa

alimentando:

  • employer branding: l’azienda attrae talenti
  • endorcement: i dipendenti sono soddisfatti e si dimostrano leali verso l’azienda
  • defiscalizzazione: vantaggi fiscali per l’impresa
  • ricaduta positiva sulla Reputazione aziendale
  • Responsabilità Sociale di Impresa (CSR)

 

“A far del ben te torna sempre qualcosa indrio” (traduzione triestino-italiano: “Fare del bene porta sempre buoni ritorni”).