16/11/2017

RESILIENZA

 

 

“Le anime più forti sono quelle temprate dalla sofferenza.

I caratteri più solidi sono cosparsi di cicatrici”

Gibran

 

 

La perdita di una persona cara o del lavoro, una malattia o un incidente gravi sono esempi di esperienze di vita che possono turbare gli equilibri psicologici di una persona; in coincidenza di questi eventi sono in molti a provare emozioni forti ed un senso di profonda incertezza. Generalmente, col tempo, le persone trovano il modo di adattarsi bene a queste situazioni.

Ma cos’è che consente l’adattamento alle avversità?

La “resilienza”  è un termine derivato dalla scienza dei materiali e indica la proprietà che alcuni materiali hanno di conservare la propria struttura o di riacquistare la forma originaria dopo essere stati sottoposti a schiacciamento o deformazione.

In ingegneria, la resilienza è la capacità di un materiale di resistere a sollecitazioni impulsive, infatti diversi materiali che resistono bene a carichi statici possono offrire scarsa resistenza a carichi improvvisi (causati ad esempio da urti).

In ecologia e biologia la resilienza è la capacità di autoripararsi dopo un danno. E’ la capacità di un ecosistema di tornare ad uno stato simile a quello iniziale dopo avere subito uno stress.

Caratteristiche delle persone resilienti

Le persone con un alto livello di resilienza riescono a fronteggiare efficacemente le contrarietà, a dare nuovo slancio alla propria esistenza e perfino a raggiungere mete importanti. L’esposizione alle avversità sembra rafforzarle piuttosto che indebolirle.

Esse tendenzialmente sono ottimiste, flessibili e creative; sanno lavorare in gruppo e fanno facilmente tesoro delle proprie e delle altrui esperienze.

Bisogna concepire la resilienza come una funzione psichica che si modifica nel tempo in rapporto all’esperienza, ai vissuti e, soprattutto, al modificarsi dei meccanismi mentali che la sottendono.

Secondo Susanna Kobasa, psicologa dell’università di Chicago, le persone che meglio riescono a fronteggiare le contrarietà della vita, quelle più resilienti appunto, mostrano contemporaneamente tre tratti di personalità:

  •  l’impegno;
  •  il controllo;
  • il gusto per le sfide

Per impegno s’intende la tendenza a lasciarsi coinvolgere nelle attività. La persona con questo tratto si dà da   fare, è attiva, non è spaventata dalla fatica; non abbandona facilmente il campo; è attenta e vigile, ma non ansiosa; valuta le difficoltà realisticamente. Perché ci sia impegno è necessario avere degli obiettivi, qualcosa da raggiungere, per cui lottare e in cui credere.

Per controllo s’intende la convinzione di poter dominare in qualche modo ciò che si fa o le iniziative che si prendono, ovvero la convinzione di non essere in balia degli eventi. La persona con questo tratto per riuscire a dominare le diverse situazioni della vita è pronta a modificare anche radicalmente la strategia da adottare, per esempio, in alcuni casi intervenendo con grande tempestività, in altri casi indietreggiando, prendendo tempo, aspettando.

L’espressione gusto per le sfide fa riferimento alla disposizione ad accettare i cambiamenti. La persona con   questo tratto vede gli aspetti positivi delle trasformazioni e minimizza quelli negativi. Il cambiamento viene vissuto più come incentivo a crescere che come difficoltà da evitare a tutti i costi, e le sfide vengono considerate stimolanti piuttosto che minacciose. La persona generalmente è aperta e flessibile.

Impegno, controllo e gusto per le sfide sono tratti di personalità di cui si può avere consapevolezza e perciò possono essere coltivati e incoraggiati.

Fonti

Cyrulnik B. I brutti anatroccoli. Le paure che ci aiutano a crescere. Frassinelli, 2002
Cyrulnik B e Malaguti E.; Costruire la resilienza; Centro studi erckson; 2005

Casula c. Consuelo; Giardinieri, principesse e porcospini; Francoangeli; 2008

Groopman J; “anatomia della speranza”; Vita e Pensiero; 2004

Short D. e Casula C. Consuelo; Speranza e resilienza; Francoangeli; 2009

Trabucchi P.; “Resisto dunque sono”; Corbaccio; 2007

Walsh Froma; La resilienza familiare; Raffaello Cortina editore; 2008