19 ottobre 2017

Sono stressata!

Lo stress esiste, è fisiologico, anzi necessario: possiamo solamente controllarlo o meglio, possiamo solamente gestire l’ansia che ne deriva.

Chiariamo il concetto

Quando dico che sono stressata, mi riferisco al distress ovviamente, quella cosa che succede quando:

  • mi dimentico le cose
  • non mi controllo emotivamente
  • non riesco a concentrarmi
  • dormo male
  • mangio come un bue (non è vero che gli stressati perdono appetito!)

Ecco, quando succedono ‘ste cose non mi rimane che ammettere a me stessa che sono esausta.

Parliamone

Ho studiato e so benissimo che per recuperare le cose devo:

  • “slegarmi dai condizionamenti e dalle pressioni sociali esterne” – che se fosse facile non sarei nemmeno stressata
  • “riconquistare un saldo controllo del mio futuro” – dando per scontato che abbia pieno possesso del  mio presente: alzi la mano che ce l’ha
  • accettare le critiche (e soprattutto le autocritiche) in maniera costruttiva – ok su questo ci sto lavorando da anni e vedo i risultati
  • ritarare il bilanciamento costi/benefici – sono in passivo ma tengo tutto sotto controllo
  • organizzarmi meglio – sono diventata la regina del secondo

Soluzioni

Onestamente, ad oggi le sole cose che  mi fanno stare meglio e che mi aiutano a rimotivarmi sono:

  • recuperare la leggerezza (ossia non prendermi sul serio quando faccio le cose seriamente)
  • spostare il mio pensiero altrove per recuperare la distanza e guardare  le cose da una prospettiva diversa

Da soli si riesce a fare poco. Spesso in questa fase abbiamo bisogno di un confronto, di qualcuno che ci costringa a guardare oltre o diversamente, che sdrammatizzi le paure e ci aiuti a riconcentrarci sull’essenziale. A casa mia si chiamano Amici.

Si, ma sul lavoro?

Se dobbiamo riportare tutto in un contesto aziendale, basta tornare al confronto.

Anche senza una relazione emotiva alla base, i colleghi sono solidali al nostro malessere e, se solo riusciamo ad ammettere a noi stessi ed a loro che siamo in difficoltà, basta molto poco per recuperare situazioni difficili.

Il tutto parte da noi, però. Senza “allarme” non possiamo pretendere che altri ci vengano in aiuto. E il maggior conoscitore di noi stessi siamo noi: quindi ascoltiamoci!

Ricordate mio nonno Angelo: “Te salta le bartuele co te va fora co i copi” (traduzione triestino-italiano: “Rischi di sbottare oltremodo quando perdi il controllo”)